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lunes, 24 de agosto de 2015

MATTIA SIGNORINI - VENETO - ITALIA





Mattia Signorini è nato nel 1980 a Rovigo. Ha pubblicato  Lontano da ogni cosa (2007), La sinfonia del tempo breve (2009; Premio Tropea 2010), Ora (2013; finalista Premio Stresa) e Le fragili attese (2015).È tradotto in Europa, Sudamerica e Israele. Ha fondato la scuola di scrittura creativa e narrazione Palomar ed è direttore artistico del Festival Rovigoracconta.



LIBRI:


Le fragili attese

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Questa è la storia della Pensione Palomar, una vecchio stabile a due piani nel quartiere periferico di una grande città. Osservandola dalla strada, incastrata tra due palazzi, sembra appartenere a un tempo che non è più.
È la storia di Italo, il proprietario, che a quasi ottant’anni ha deciso di chiudere per sempre. Osserva passare gli ultimi giorni seduto dietro al bancone, mentre rilegge vecchie lettere d’amore scritte da una ragazza negli anni Cinquanta.
È anche la storia dei suoi ultimi ospiti. Guido, un professore d’inglese che deve insegnare a parlare a una bambina muta; Lucio Ormea, un uomo alla ricerca del padre che non vede da quando era piccolo; il generale in pensione Adolfo Trento, convinto che la soluzione di ogni pace stia nella guerra; Ingrid, un’arpista con il polso spezzato che lavora come cassiera al supermercato e di notte si accompagna a uomini conosciuti per caso; e infine la domestica Emma, che ha fatto della Pensione Palomar la sua casa da ormai troppo tempo.
Sono tutte persone ferme ai margini di un mondo che corre troppo veloce, in attesa che arrivi qualcosa, forse un treno che li porti via, verso una direzione qualsiasi, prima che sia troppo tardi.


Ora

Ora
La storia di un ritorno a casa e dell’incontro tra due persone molto diverse: un ragazzo che ha perso la voglia di andare avanti e un’anziana signora che ha rifiutato la vita molti anni fa. Il racconto di un viaggio dalla perdita alla gioia.
“Ora è un romanzo sulle parole non dette. Su quello che vorremmo dire alle persone a cui teniamo, e poi per qualche motivo rinunciamo a farlo. L’assenza di quelle parole, al principio, ha il peso di una palla di neve: crediamo di potercene disfare quando vogliamo. Ma il piano inclinato dei mesi e degli anni, per effetto di un granitico scivolamento, fa trasformare la palla in una valanga, e quando finalmente troviamo la forza di levarla via tutta, quella neve che ormai riempie una valle, ci rendiamo conto che se n’è accumulata troppa” M.S.


La sinfonia del tempo breve

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Green Talbot nasce nel 1919, in tempo di pace – una pace acerba, troppo giovane per dare frutti, una pace che sarà una parentesi di attonito silenzio fra due conflitti mondiali. Non sa cosa l’aspetta in quel secolo nuovo e fragoroso: sa solo che per trovarlo deve lasciare la sua casa in un paesino sperduto nel sud dell’Inghilterra, dove il tempo ristagna pigro, e gettarsi nel mondo, tra la gente. Green Talbot corre verso quel mondo con curiosità e attenzione. Attraversa l’oceano rischiando la vita ma guadagnandosi amici insperati, e si ritroverà nei luoghi dove la storia ha cambiato il suo corso: l’America della Grande Depressione, l’Europa del dopoguerra, l’Italia del boom economico. E scopre in sé una possibilità unica: attraversare tempo e spazio, percorrere l’intero Novecento e i suoi furori, i suoi personaggi estremi e indimenticabili, le sue città distrutte, depresse o ricostruite, da ogni cosa raccogliendo vita e senso.


Lontano da ogni cosa

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Vita quotidiana in un appartamento di studenti. Anni universitari. Alberto, Chiara, Stefano. I tre vertici di un triangolo fatto di energia, di amicizia, di amore. Dagli anni dell’università agli anni della vita, dalle speranze alle disillusioni. Il triangolo si spezza e si rinsalda sempre, l’energia s’interrompe e poi ritorna a scorrere… Tra la Padova universitaria, la Milano del glamour e la Roma del cinema, un romanzo che parla di gioventù e di rabbia, di tenerezza e di indifferenza; della ricerca di un’identità e della scoperta, alla fine, di essere sempre lontano da ogni cosa.



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