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miércoles, 2 de octubre de 2013

FRANCESCO COLLURA - PALERMO - SICILIA - ITALIA


Il pittore che si ispira alle sensazioni

I miei quadri sono resoconti della giornata, che di notte la mia mente produce come fotografie ed io devo solo afferrare i pennelli e i colori da mettere insieme”

BELLO MA SENZA SENSO (olio su tela)

Lo sguardo è quello incantato, sognante e trascendentale di chi porta con se un destino specifico: quello di Francesco Collura è sicuramente legato alla pittura. Il pittore che si ispira alla sensazione. Da Siciliano porta con se le sfumature e le seduzioni di una terra che canta le passioni più intense, i colori più caldi e i culti più sentiti. Ma Francesco sa che, come un podere da coltivare, oltre la sua terra, c’è altro da imparare e scoprire, deve piantare i semi che gli permettano di germogliare nella sua arte, cosi come la terra ben curata darà i frutti migliori. Va via da Palermo un giovanissimo laureato in scienze artistiche, portando con se uno zaino carico di sogni, tenacia e colori. Giunto nella capitale, la Roma della grandezza, percepisce che li può catturare il meglio per poi tornare in Sicilia, perché solo li la sua arte esprime la primavera dei colori e delle immagini pensate per le sue tele: la sua terra ha bisogno di lui come lui della sua terra, una simbiosi empatica, un legame viscerale tra madre Sicilia e una sua creatura.

Francesco Collura, pittore
Rientrato in Sicilia, decide di mostrare il vigore della sua arte a tutti ed apre un atelier: i suoi dipinti sono caratterizzati da uno stile particolare e riconoscibile che non si ispira ai grandi maestri del passato, ma che deriva da una attenta osservazione del mondo e dalla cattura dell’anima delle cose che analizza minuziosamente, cogliendone una sorta di carpe diem emozionale.
Le sue tele sono caratterizzate dal colore, da linee fantasmagoriche, dall’intensità degli sguardi, dalla sinuosità delle curve, dalla sensazione che, dietro quel pennello, ci sia un uomo emozionato, la cui anima palpita e trasforma in bacchetta magica quello stesso strumento da lavoro che da vita, con armonica disinvoltura, a colori, linee, punti ed emozioni.

L’EROE (olio su tela)

Francesco lancia un ponte verso l’onnipotenza dell’arte e della cultura, si fa condottiero del bel pensare e dell’intelletto artistico che, nel sud d’Italia, trova la sua culla, il suo nido ideale.
Il suo è un genere figurativo in cui si intravedono fatti concreti e sogni propri del pittore oppure delle emozioni che il pittore stesso percepisce nella gente comune.
Il suo rapporto con le tele appare simbiotico a tal punto che egli stesso si dipinge in esse, quasi come se i suoi lavori fossero un prolungamento della sua mente e della sua anima. Molto spesso nelle stesse opere sono rappresentati personaggi con un solo occhio imponente, icona di una critica alla società passiva e mono – critica nei confronti della res publica.
Osservazione, metabolizzazione, interiorizzazione ed esposizione della propria opinione attraverso il colore, una arte a tal punto emozionata ed emozionante che seduce, come il canto delle sirene, lo spettatore che si appresta ad osservarle, a sentirle. La sua è una voce che, come un vortice, trascina nella sfera emozionale con naturalezza, recuperando il mito dell’io che si svela dinanzi alla tela, espressione profonda dell’essere. Ogni dipinto contiene un “meccanismo catartico”, quasi come nel teatro greco antico: appena si ha il contatto con queste opere ci si trova modificati, come purificati dall’appiattimento quotidiano: come se, nel preciso momento dell’osservazione e della interiorizzazione, si lasciasse la condizione di capro espiatorio e si arrivasse ad una condizione di beatitudine psico – fisica.

Quegli occhi addosso (olio su tela)

La magia dell’arte e della cultura, quando ben coltivata, è proprio questo: una sorta di scarpetta magica che, se indossata, cambia la vita, fornisce gli strumenti per comprendere meglio e capirsi.
La varietà delle opere di Francesco Collura indica una capacità poliedrica di cogliere frammenti dell’io in tante cose, un io ispirato dai profumi, dai colori e dalla magia di una terra, la Sicilia, che porta nel suo seno, l’orgoglio di essere, insieme alle altre terre del sud Italia, regina del pensiero, dell’arte e della cultura.
La grinta, l’amore e le capacità di questo giovane pittore hanno portato la sua arte anche in molte mostre, come quando ha accettato l'invito del sindaco di Marina di Salina, esponendo "Ai 5 balconi" durante la notte della cultura 2013.
Per Francesco, ogni sorriso di chi osserva le sue opere è come una fotografia che lo emoziona e lo gratifica, la vittoria più importante e determinante della sua arte del fare cultura.
La Sicilia è anche questo.

Dott.ssa Serena Amato

Serena Amato, nata a Napoli ventotto anni fa, ha una laurea triennale in Conservazione
Dei beni culturali DemoEtnoAntropologici del Mediterraneo conseguita con 110 e lode
e menzione accademica della commissione esaminatrice unanime e una laurea specialistica
in Scienze dello spettacolo e della produzione Multimediale reportage socio-antropologico anch’essa conseguita con la votazione 110 e lode. Ha partecipato alla stesura de “Il libro delle superstizioni” del Prof. M. Niola. e della Prof.ssa E. Moro. Attualmente è collaboratrice presso la Cattedra universitaria di Antropologia ed Etnologia.


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