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sábado, 26 de marzo de 2011

Poesías de Anna Bonarrigo de Roccalumera, Messina, Sicilia

BOCCA DI ZAGARA   

Odora d'essenze,
di terra smossa,
di fiori selvatici
mai estirpati.
Fra le lunghe treccie sciolte
sulla schiena nuda
l'odor del sole
che cinge la vita.
Bocca di zagara
e di aspri profumi
dell'estati afose
fra i campi colmi
di sudore
e di braccia stanche.
Bocca di zagara
figlia della terra,
sazi la ghiaia
sotto ai tuoi piedi scalzi.
Senti il respiro
d'un albero e nutri d'oro
le labbra assetate.
Bocca di zagara.
ricolmi di vita
la terra natia.   

LA MADRE DI PIETRA

Tornano i miei passi
in quel vicolo
la grande madre di pietra
immobile sovrastava gli anni.
Immaginavo celata dentro
al suo mistero
una giovane fanciulla
che mia vidi affacciarsi.
Mi guardava austera
eppur sembrava offrimi le sue pareti
dove appoggiar le mani
e poi piangere
e poi sognare
e poi parlar con lei.
Sento ancora i colpi sull'incudine
l'odore del pane caldo
ed i sette figli razzolar intorno al forno
sotto la foto della madre morta.
Un fazzoletto d'ombra
dove si mischiavano i racconti
alla brezza della sera
nelle parole meste degli anziani.
Il bottegaio intento negli affanni
e la vecchia nonna
a vigilar la sua stanchezza.
Un canto da ridestar lo sguardo
al balcone adornato di fiori porpora,
ancora m'accompagna la sua voce
ai piedi della torre di pietra
in quella via dove ora
tutto è silenzio.
TORRE

Ai piedi della torre di pietra,
una mano stretta all’altra
in un cerchio di f ...anciulli.
Da qui odo ancora una flebile voce
intonare canti lontani.
Qui, ad un passo dal mio mare
così azzurro e sconfinato.
Ora impetuoso, ora calmo
stavo fermo ad ammirarlo.
Nelle lunghe estati assolate
ove i rintocchi dicevano casa
ed il tardio tramonto mi
vestiva d’ombre.
In questo lembo di terra
intrisa di ricordi di vita
nulla è cambiato…
E nel lungo corteo di gente
Trovo ancora il mio cammino,
nei passi segnati
e in quelli che varranno.



LE MANI NEL VENTO
(mensione speciale premio "TARC")

Due sandali color corda
e nei p ...assi insicuri
salivo la scala di legno
inebriata dal profumo di zagara.
Fra le mani un frutto color dell’oro,
la terra di mio padre
dalle braccia forti e salde,
dove il sole scaccia il tramonto.
Le mani nel vento
per sentire il profumo del mare,
dell’estati assolate,
delle ombre che disegnano i sassi,
del mandorlo vestito di festa.
Le mani nel vento
per sentire gli odori,
tornare nel tempo,
vedermi bambina,
fra i cesti usurati
assaporare quell’aspro.
Lo stringo ora fra le mani
quel frutto donato dal sole.
Tutto si ferma…
M’inebrio di vita
in un profondo respiro d’essenze,
sapori, colori, acerbi profumi e canti lontani…
Le mie mani nel vento,
in questa terra incantata
ho donato la vita. 

6 comentarios:

  1. L’odore e il sapore della tua terra sono presente e vivi, come la voce della mamma che adesso e solo silenzio.
    Un abbraccio

    Carlos

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  2. -La Natura e l' Amor paterno dominante nello sfondo la nostra Dolcissima,Sanissima Terra di confine con l'immenso Continente rossissimo...-E' tutta una fiesta di colori,sapori,profumi lontani ma presenti pur subito ... sali la scala dei ricordi...ecco lì papà che ti sorride e ti dà una mano ...attenta a non cader... e le dissolvenze di ieri sono nel mio sguardo tremante e commosso assieme alle foglie sempre verdi del mio giardin incantato, sublime ,unico,felicissimo di accarezzar la fronte dei miei pensieri fermi sulla carta bianchissima ,lindissima pur essa gelsominissima : ''m'inebrio di vita ,in un profondo respir d'essenze, sapori...''- E il mare di S.Quasimodo...è ... qui..., la brezza soffia e asciuga le tue mani aperte alla ricerca di parole suggerite,suggellate dall' ultimo respir : 'prima che si chiuda il cielo sopra un altro giorno'...-
    Commento di Roberto Lo Presti della poesia :'Le mani nel vento'----

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  3. Torre--- In tal semplicissima ,lenta e sentimental oltre che arcaica lirica, appare tutto lo splendor del paesaggio del lembo di terra natìo. I profumi, le piante sempre verdi che abbraccian la terra e la inebriano pur con ritocchi azzurrissimi, celestini, rossissimi dei tramonti ,che brucian la terra. Le zagare ed i limoni accarezzano i viandanti pei sentieri antichi...e si senton nelle valli incontaminate ... le voci dei nostri Grandi Padri...-R. Lo Presti da Messina-

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  4. Grazie Fratelli Italo-Argentini , per la possibilit che date ad Anna di far conoscere le sue poesie anche nell'ALTRA ITALIA , cioè la Cara Argentina .
    Seguiteci anche sui nostri siti
    www.parcoquasimodo.it
    www.impegnocivile.it
    A presto ed un abbraccio dalla Sicilia .
    Carlo Mastroeni

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  5. Ringrazio sentitamenti i tanti visitatori del sito che si sono foffermati sulle mie poesie che nel mio piccolo vogliono portare a voi amici argentini, un pò di sapori e profumi della nostra amata terra di Sicilia.
    Un affettuoso saluto a VOI tutti
    Anna Bonarrigo

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  6. LA MASCHERA

    La ginestra quell'anno non fiori'

    e le medaglie imbrunite

    non furono spillate al petto

    degli eroi

    Era il tempo di darsi pace

    nelle mani ancora aperte,

    nelle chiese abbandonate

    nei cortili sempre uguali

    solo voci impastate a morali

    e pane masticato

    dall'inappetenza di tavole imbandite.

    Riso o pianto

    la stessa maschera

    in un febbraio

    senza carnevale.



    AnnA B.

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