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viernes, 10 de junio de 2011

ANNA BONARRIGO - NUEVAS POESÍAS

 
Vieni a cercarmi nel tuo destino
ti aspetto da sempre
 sai?
Sono dentro ai tuoi sogni,
dentro alle tue mani che aspettano
di sfiorarmi,
dentro al tuo respiro
che non sà dove trovar dimora.
Mi chiamerai amore,
quello che sai d'esser amore,
quello per cui moriresti
quello per cui vivresti
 di me
 in me.
Mi chiamerai passione
quando sentirai sulla pelle
il fuoco ed il gelo insieme,
quando vedrai i miei occhi dentro al tuo specchio,
ed il tormento sarà la tua dolce delizia
saro io!
mi chiamerai passione.
mi chiamerai  amore.

L'odore del niente,
del tutto.
Esalo la vita
e la morte.
Il passaggio d'un anima in pena
figlia del destino sovrano,
il ricordo del dorso nudo della passione
e le spalle ricurve
dentro le rughe.
Immobile crepuscolo
tace e poi vola
senza meta.
Poggia i piedi nel vuoto
e percorre il lungo
ponte di legno
della vita.
Voci smarrite
fra l'essenza d'agrumi
e l'ultima ginestra
abbracciata al muro.
Scuote quel vento
figlio del proibito
e varca il confine d'un sogno.
Per cielo e per terra
fra le radici
le fronde degli alberi
e l'involucro d'un viso incerto.
Trova aria un respiro
e in lui l'eterno tace.
Nell'attimo una foglia muore
ed un seme attecchisce,
è li che nasce la vita
e muore la morte.
 

 
Cerchi il mio viso perso in mille corridoi stretti dove lasciai cadere frammenti d'anima. Non sono morta sai? Ancora amo dentro al mio involucro di carta e appendo ciò che resta della  ragione per ritrovarla in fretta. Tu che non sai piegare le ginocchia ...irrigidite dal tuo orgoglio, assaggia questo cuore che pulsa di vita perpetuata dentro se stessa. Sazieresti quella fame che svuota il tuo ventre, quella sete di nettare d'essenza, arriveresti a sentirmi.  Nulla può contenere quell'immenso senz'ali che mi colma dentro. Rinasco dalle mie stesse mani che bramano altra terra smaniose d'afferare il sole e con occhi forti tramutar le lacrime in un sorriso.      
De: Bell'Anima

Inerte,
fra le mani digiune di preghiere
stringeva un oncia d'oro di speranza
da pesare sui piatti della vita.
Senza prezzo,
eppure gettata sotto gli occhi degli stolti
Un grosso sacco di juta sulle spalle
colmo d'avvenire ignoto
e trascinava il peso
di ciò che aveva perso.
Obbediente chinò il capo
schiavo di se stesso
e servo di nessuno.
Umile figlio d'un solo Dio,
assaporava un'acino d'orgoglio
e l'ultima moneta da barattare
ancora in tasca
mentre inghiottiva le lacrime che mai pianse.
 
 
 
Non ho piu sogni nel baule,
li ho dati via
ad un vecchio rigattiere.
Accatastati
nel suo carretto cigolante,
avanzava lento
fra i vicoli deserti.
Eran fatti d'oro
eppure li ho visti
arrugginire
fra le lacrime.
Sopra ad essi
il rame
di una donna avvelenata
dal rancore.
Pesava il piombo
di un vecchio pescatore
che depose la sua barca
troppo pesante
e mi stupii
in quell'acciaio
d'un bracciale,
era d'un giovane
invaghito e mai amato.
Giaceva la penna
ancora brillante
di uno scrittore disilluso.
Vecchi metalli
vecchi ricordi,
fatti di tutto.
di niente,
di vite accatastate
in un carretto che
ancora passa per le vie.
 De Anna Bonarrigo (Facebook)

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